Ci sono partite che si giocano sul campo. E poi ce ne sono altre che si giocano dentro, e restano.
A Mondovì, i Leoni di Collegno hanno scritto una di quelle storie che non si misurano solo con il risultato finale.
La semifinale contro Serravalle è stata una battaglia vera. Sempre a rincorrere, sempre a crederci. Fino a quel momento, all’inizio dell’ultimo quarto, in cui tutto sembrava possibile: il sorpasso, il +6, la partita nelle mani. Poi, negli ultimi due minuti, il destino cambia direzione e il tabellone si ferma sul 63-65. Due punti soltanto, ma abbastanza per lasciare il segno.
Eppure, è proprio lì che si vede il valore di una squadra.
Il giorno dopo, nella finale per il terzo posto contro Reba, i ragazzi sono tornati in campo con qualcosa in più: non solo la voglia di vincere, ma il bisogno di dimostrare chi sono. Ancora una partita punto a punto, ancora fatica, contatti, emozioni. E poi l’ultimo quarto: energia pura, cuore, difesa, gioco di squadra. Il parziale di 19-10 racconta tutto. Il 74-66 finale consegna ai Leoni un meritatissimo terzo posto regionale.
Ma questa non è solo la storia di una medaglia.
È la storia di un gruppo che, in un anno, è cresciuto in modo straordinario. Di ragazzi che hanno imparato a lottare insieme, a cadere e a rialzarsi. È la storia di chilometri macinati, di tribune piene di voci, di mani che applaudono comunque, sempre.
Questo terzo posto vale. Ma quello che resta vale ancora di più.
Perché certe squadre non finiscono con una stagione. Continuano, dentro.